Prove di Cura | Dalla crisi al cambiamento: curare le fratture del territorio
Call for Abstract – Online PhD Seminar
7 luglio 2026, ore 9:00 – 18:00
A cura di: Benedetta Pastena, Giulia Pedilarco e Desiree Saladino (rappresentanti dei dottorandi SIU)
Crisi climatiche, sociali, economiche, ambientali, politiche, sanitarie, del welfare e dell’abitare attraversano la contemporaneità, culminando in una condizione di “permacrisi” (Collins, 2022), un lungo periodo di instabilità e insicurezza derivante da una moltitudine di eventi catastrofici. Sempre più interconnesse a tutti i livelli, queste crisi sono evidenti in ambienti sotto pressione e vulnerabili, territori multirischio che richiedono interventi prioritari di messa in sicurezza e per cui l’inazione è la peggior condanna. La ricaduta spaziale delle crisi rappresenta un interrogativo: ognuna di esse lascia una traccia, attraversa i territori, definisce l’accesso alle risorse in maniera diseguale, generando fratture fisiche e intangibili da sanare. Questi mutamenti offrono l’opportunità di progettare nuovi scenari e transizioni — intese come innovazioni sistemiche per un cambiamento radicale — verso modelli di sviluppo sostenibili.
Infatti, sebbene siano oggi considerate ostacoli alla sostenibilità, all’inclusione sociale e all’equilibrio geopolitico, nell’antica Grecia le crisi (dal greco «scelta, decisione») rappresentavano il momento decisivo in cui discernere tra esito negativo e positivo, in ambito medico come in un processo. In urbanistica, le crisi segnano fratture rispetto a modelli di pianificazione superati e a norme incapaci di seguire l’evoluzione rapida dell’urbanizzazione. In questo contesto emergono, in autonomia rispetto agli strumenti di piano, occasioni informali, proposte dal basso e sperimentazioni innovative che mirano alla co-progettazione dei territori attraverso una cura condivisa, basata sulle volontà e necessità di chi li abita. In questo senso, la cura del territorio è intesa come responsabilità comune e azione di autodeterminazione collettiva. In urbanistica, la cura è un concetto in evoluzione, oggi declinato come pratica di riscatto e resilienza sociale. Anche la cura è in crisi ed è una questione profondamente urbanistica. Nei territori urbanizzati diventa quindi urgente ripensarne il significato, intesa sia come capacità di leggere le trasformazioni sia come modalità di affrontare le vulnerabilità e sostenere processi di rigenerazione.
Assumere la cura come chiave narrativa, interpretativa e progettuale significa riconoscere che la pianificazione non può limitarsi a rispondere a problemi isolati, ma deve promuovere spazi capaci di supportare gli utenti, contrastare dinamiche discriminatorie e valorizzare intelligenza emotiva e competenze plurali. In questa prospettiva, la cura si intreccia con il superamento dell’individualismo neoliberista, con relazioni più gentili, con il non umano e con forme di resistenza e cambiamento radicale basate sull’empatia sociale, lasciando aperta la questione della traduzione operativa di tali approcci a scala locale.
Come il planning intende la “cura” dei territori e delle comunità, segnati da instabilità e proiettati verso transizioni sistemiche, e in che modo la cultura della cura può promuovere empowerment tra gli attori coinvolti?
Il seminario e il successivo Special Issue esploreranno modalità di cura plurime, manifestate attraverso attori, scale e strumenti differenti, invitando a considerare la cura non come gesto consolatorio, ma come occasione di trasformazioni profonde e generativa di città più giuste, solidali e resilienti.
Info @ provedicura@gmail.com
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