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XXIII CONFERENZA 2020 - 2021

Downscaling, rightsizing. Contrazione demografica e Riorganizzazione spaziale

XXII Conferenza 2019

L’urbanistica italiana di fronte all’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.
Portare territori e comunità sulla strada della sostenibilità e della resilienza.

L’urbanistica italiana di fronte all’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Portare territori e comunità sulla strada della sostenibilità e della resilienza.

Bari - Matera
5-6-7 Giugno 2019

Sono trascorsi quattro anni dall’approvazione dall’accordo internazionale per l’adozione della Risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del settembre 2015 “Trasformare il nostro mondo: l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile”, finalizzata all’adozione a livello globale dell’Agenda dello sviluppo per il prossimo quindicennio.

Si è proposto allora un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità quale grande sfida globale, nonchè indispensabile, per l’affermazione dello sviluppo sostenibile. Nei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals – SDGs), nei quali l’Agenda Onu 2030 si articola attraverso 169 targets, si sancisce in modo inequivocabile il nesso tra condizioni di povertà e crisi ambientale del pianeta, tematizzando il rapporto attuale, sempre più stretto, tra i cambiamenti ambientali e le dissimmetrie sociali, innovando profondamente il concetto stesso di sviluppo sostenibile così come lo avevamo ereditato dalla sua prima definizione del 1987. A partire da questa innovazione concettuale e in attuazione dell’obiettivo fondamentale di liberare il mondo dalla piaga della povertà e della fame, l’Agenda si fa carico della cura e della salvaguardia del pianeta sotto gli effetti dei Cambiamenti Climatici, “per portare territori e comunità sulla strada della sostenibilità e della resilienza”.

La XXII Conferenza intende approfondire la questione delle responsabilità, delle competenze e degli strumenti dell’Urbanistica Italiana di fronte alle sfide lanciate dagli SDGs, partendo dal Goal 11, “Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili” e dalla sua articolazione in 7 targets, e mettendo alla prova la disciplina anche su altri Global Goals dell’Agenda 2030. La dimensione pratica e agente della disciplina, disposta a utilizzare nuovi processi cognitivi, e da sempre disponibile a contaminarsi con nuovi saperi, non può relegarsi solo nello spazio ristretto degli obiettivi in cui è chiamata in campo, ma, interfacciandoli e implementandoli, ne vuole individuare altri in cui ha competenza e può tornare ad essere utile e “ad operare sul campo”. Per l’Urbanistica uno dei principi fondamentali della Risoluzione delle Nazioni Unite del 2015 è quello di “abbracciare l’intera Agenda” per dar vita a politiche di sviluppo integrate e aperte tanto ai paesi in via di sviluppo quanto alle potenze industriali; sistemi territoriali e sociali che, sebbene in condizioni di contesto profondamente diverse, appaiono entrambi gravati da molti dei problemi epocali che l’Agenda 2030 richiama.

Attraverso questa riflessione condivisa, nella XXII Conferenza la SIU intende inserirsi in quel processo avviatosi in Italia, già dall’anno successivo alla sottoscrizione della Risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, e concretizzatosi in iniziative di organizzazioni, associazioni di imprese e della società civile, istituzioni universitarie e centri di ricerca che hanno iniziato a disegnare, sebbene in maniera non sistematizzata , una “posizione italiana” sugli SDGs, sia pur nel costante convincimento di operare in un paese dimostratosi sino ad oggi incapace a darsi Agende strategiche.

L’Urbanistica italiana è indubbiamente in grado oggi di contribuire alla formulazione di un pensiero sulle città e sui territori basato sulla sostenibilità, orientato alla vita delle persone e declinato sui nuovi stili di vita che stanno insorgendo, convinta che la tecnica, preziosa alleata, senza il concorso proattivo di una presa di responsabilità, da sola può fare poco se non addirittura etero dirigere gli esiti.

La XXII Conferenza intende riproporre la formula organizzativa utilizzata nella XXI Conferenza SIU a Firenze con il 3 (sessioni plenarie) + 3 (frame) x 3 (workshop paralleli) in modo che le 9 occasioni di confronto e discussione degli atelier possano intercettare le tematiche ritenute più interessanti dell’Agenda 2030 in coerenza con le raccomandazioni del Goal 11 “Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili”. La formula 3x3x3 si arricchisce in questa XXII edizione dall’introduzione della mostra “Cartoline”, assumendo così la formula 3X3X3(+3). Inoltre a seguito dei lavori della Conferenza si terrà il YoungerSIUrs_Più giovani SIU, uno spazio d’incontro, approfondimento e condivisione dedicato ai più giovani della SIU nel Parco dell’Alta Murgia territorio-cerniera tra Matera e Bari.

I MIGLIORI PAPERS UNDER 40

Atti Pubblicati

PROGRAMMA DELLA CONFERENZA

PROGRAMMA DEI WORKSHOP

YOUNGER-SIU

Da anni la SIU si interroga su come sostenere i giovani al di là della Conferenza Annuale, del premio per il miglior paper per autori under 40 o delle quote agevolate, ritenendo i più giovani parte essenziale e insostituibile della crescita della comunità accademica degli urbanisti italiani.

Con questo spirito, quest’anno la SIU promuove, alla fine della Conferenza annuale nazionale, uno spazio di incontro, un workshop di approfondimento e condivisione dedicato ai più giovani della SIU (YoungerSIUrs).
Scopo di questa iniziativa è quindi quello di ribadire l’attenzione verso i più giovani, connettendo meglio i contenuti e le elaborazioni della nostra Società scientifica con la formazione e le aspettative dei giovani urbanisti, al fine di costruire una comunità più capace, motivata e competente.
Quest’anno il workshop residenziale sarà della durata di due giorni e ospiterà un gruppo di venti dottorandi o giovani ricercatori non strutturati under 40 con l’obiettivo di proseguire la riflessione sui temi proposti dalla Conferenza attraverso lecture e lavoro condiviso con una immersione diretta.  

Il contesto del workshop è quello del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, un luogo difficile, una vasta area interna che emerge come vistosa lacerazione nella rete insediativa pugliese, una grande area protetta alla ricerca di una propria dimensione territoriale.
Stimolati da una discussione critica su alcune elaborazioni culturali ed esperienze sviluppate nel ‘laboratorio Puglia’ per la tutela, valorizzazione e riqualificazione di questo paesaggio aperto agropastorale, si solleciteranno riflessioni su futuri possibili fondati su forme di riappropriazione di luoghi e saperi contestuali che ne evitino il degrado, la mercificazione e la banalizzazione.
Il workshop è inteso come luogo di contaminazione tra saperi, sperimentazione e innovazione di pratiche disciplinari e interdisciplinari, sviluppo di azioni di riappropriazione di luoghi. Nei due giorni ad esso dedicati, i partecipanti saranno stimolati a esplorare, riflettere e lavorare cooperando insieme con l’obiettivo di approfondire percorsi di ricerca individuali e collettivi, e trovare nuova ispirazione e supporto dalle esperienze altrui. In questo quadro complesso e affascinante, essi saranno sollecitati a mettere a fuoco nodi tematici e parole chiave sulle quali concentreranno poi l’attenzione per una elaborazione congiunta su alcune questioni ritenute rilevanti che possano rappresentare un contributo per l’avanzamento della riflessione disciplinare.
Complessivamente, il programma prevede: alcune lezioni; una esplorazione guidata dei luoghi, articolata in gruppi in base agli interessi di ricerca dei partecipanti; discussioni collegiali sui temi di ricerca dei partecipanti; un lavoro di gruppo guidato da tutor esperti di diverse discipline orientate alla conoscenza, tutela e valorizzazione del paesaggio.
I materiali prodotti saranno oggetto di una pubblicazione nell’ambito dei circuiti editoriali della SIU (Planum, Donzelli, etc.) e di una mostra nel Parco dell’Alta Murgia.

 
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